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Il comitato promotore di Toscana Libertaria
convoca, per la prima volta, una assemblea pubblica, a Prato, per sabato
15 settembre 2001.
L'incontro è aperto a tutti, ma ci teniamo ad
incontrarci fra noi che abbiamo fatto alcune importanti esperienze:
impegno nelle liste verdi e civiche; per il federalismo; nei
movimenti per il rinnovamento della Repubblica e contro la partitocrazia;
la partecipazione alle battaglie liberali, liberiste e libertarie dei
Radicali italiani; il lavoro nell'associazione Insieme per Prato e in
associazioni cittadine simili.
Noi che abbiamo fatto queste
esperienze affermiamo, con orgoglio, di essere un'area politica autonoma e
vitale, utile alla Toscana, ai Toscani, alle nostre tradizioni e libertà.
Un'area che, con la giusta gradualità e serietà, potrebbe decidere di
diventare una parte politica organizzata, dotata della giusta autonomia
dagli altri partiti italiani e toscani.
Abbiamo gli ideali comuni
necessari per costruire un impegno politico locale e toscano, autonomo, a
lungo termine, adatto ai tempi e alla nostra terra? Crediamo di sì e ci
assumiamo la responsabilità di indicarne alcuni.
Siamo interpreti di uno spirito laico e
promotori delle libertà del lavoro, del sesso, della scuola,
dell'informazione, delle cure, contro tutti i monopoli, i clericalismi, le
ritornanti tentazioni dello "stato etico".
Crediamo nella responsabilità individuale e
nella progressiva riduzione di ogni forma di proibizionismo.
Siamo
conservatori dell'ambiente, dei beni culturali, dell'artigianato, delle
tradizioni agricole. Con pragmatismo e moderazione, intendiamo usare le
leggi per mantenere la libera iniziativa economica privata all'interno di
uno sviluppo sostenibile, che protegga i viventi, le biodiversità, il
clima, il pianeta.
Vogliamo la trasparenza della scienza, della
tecnologia e della ricerca, che devono evolversi liberamente sotto il
controllo di una opinione pubblica informata ed entro fermi limiti alla
brevettabilità dei suoi risultati, in particolare delle manipolazioni del
patrimonio genetico dei viventi.
Vogliamo dalla politica il
diritto, non la giustizia, attraverso poche leggi, chiare, semplici, ma
fatte applicare con fermezza da una polizia competente e da tribunali
indipendenti e rapidi. Leggi sotto le quali persone di ogni fede, cultura,
censo, diversità fisica e sessuale, capacità e attitudine, possano vivere
nella dignità e si possa continuare ad alimentare la nostra millenaria
tradizione di senso civico.
Siamo dentro le correnti libertarie
mondiali di questo nostro tempo della disintegrazione, che mettono in
discussione la crescita abnorme delle organizzazioni internazionali, che
vogliono ridurre l'interventismo e il dirigismo delle istituzioni europee,
che appoggiano i processi di riorganizzazione federale di tutti gli stati
del mondo.
Crediamo, in materia di federalismo e autonomie
politiche, sociali e personali, in una attuazione sempre più ambiziosa del
principio di sussidiarietà.
Ci impegniamo per la riforma federale della
Repubblica e per la nascita dell'Autogoverno della Toscana. In tutte le
istituzioni desideriamo portare avanti l'ideale dell'elezione diretta,
uninominale, maggioritaria, dei titolari di cariche pubbliche, secondo la
tradizione anglosassone.
Per rendere visibili questi e altri punti
del nostro patrimonio di tradizioni e libertà, vogliamo competere con
candidati e programmi che rappresentino e facciano contare il nostro
spirito libertario, alle elezioni locali, regionali e politiche,
partecipando attivamente al cambiamento istituzionale e statutario in
senso federale che è comunque avviato in Italia e in Toscana.
Per
competere abbiamo bisogno di incontrarci con altri, di mescolarci, di
rimetterci in discussione, e di lavorare per potenziare e mettere in rete
fra di loro associazioni locali libere e forti, pluraliste ed
aperte, autofinanziate, capaci di accumulare esperienza e competenza e
di far emergere e lasciar crescere i propri leader naturali. Associazioni
che abbiano regole di appartenenza, di autofinanziamento, di
organizzazione tali da renderle paragonabili alla tradizionale forza e
durevolezza del libero associazionismo toscano.
Diamoci una mano a
costruire qualcosa per noi stessi, a lanciare nella vita pubblica questo
nostro patrimonio ideale, a costruire una forma associata che sia degna
della nostra coscienza civile.
Davide Bacarella Endrio
Corrado Fioravante Scognamiglio Mauro Vaiani |