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Prato, giovedì 31 maggio 2001
Il comitato promotore di Toscana Libertaria convoca, per la prima volta, una
assemblea pubblica, a Prato, per sabato 15 settembre 2001.
L'incontro è aperto a tutti, ma ci teniamo ad incontrarci fra noi che abbiamo
fatto alcune importanti esperienze: impegno nelle liste verdi e civiche; per il
federalismo; nei movimenti per il rinnovamento della Repubblica e contro la
partitocrazia; la partecipazione alle battaglie liberali, liberiste e libertarie
dei Radicali italiani; il lavoro nell'associazione Insieme per Prato e in
associazioni cittadine simili.
Noi che abbiamo fatto queste esperienze affermiamo, con orgoglio, di essere
un'area politica autonoma e vitale, utile alla Toscana, ai Toscani, alle nostre
tradizioni e libertà. Un'area che, con la giusta gradualità e serietà, potrebbe
decidere di diventare una parte politica organizzata, dotata della giusta
autonomia dagli altri partiti italiani e toscani.
Abbiamo gli ideali comuni necessari per costruire un impegno politico locale e
toscano, autonomo, a lungo termine, adatto ai tempi e alla nostra terra?
Crediamo di sì e ci assumiamo la responsabilità di indicarne alcuni.
Siamo interpreti di uno spirito laico e promotori delle libertà del lavoro, del
sesso, della scuola, dell'informazione, delle cure, contro tutti i monopoli, i
clericalismi, le ritornanti tentazioni dello "stato etico".
Crediamo nella responsabilità individuale e nella progressiva riduzione di ogni
forma di proibizionismo.
Siamo conservatori dell'ambiente, dei beni culturali, dell'artigianato, delle
tradizioni agricole. Con pragmatismo e moderazione, intendiamo usare le leggi
per mantenere la libera iniziativa economica privata all'interno di uno sviluppo
sostenibile, che protegga i viventi, le biodiversità, il clima, il pianeta.
Vogliamo la trasparenza della scienza, della tecnologia e della ricerca, che
devono evolversi liberamente sotto il controllo di una opinione pubblica
informata ed entro fermi limiti alla brevettabilità dei suoi risultati, in
particolare delle manipolazioni del patrimonio genetico dei viventi.
Vogliamo dalla politica il diritto, non la giustizia, attraverso poche leggi,
chiare, semplici, ma fatte applicare con fermezza da una polizia competente e da
tribunali indipendenti e rapidi. Leggi sotto le quali persone di ogni fede,
cultura, censo, diversità fisica e sessuale, capacità e attitudine, possano
vivere nella dignità e si possa continuare ad alimentare la nostra millenaria
tradizione di senso civico.
Siamo dentro le correnti libertarie mondiali di questo nostro tempo della
disintegrazione, che mettono in discussione la crescita abnorme delle
organizzazioni internazionali, che vogliono ridurre l'interventismo e il
dirigismo delle istituzioni europee, che appoggiano i processi di
riorganizzazione federale di tutti gli stati del mondo.
Crediamo, in materia di federalismo e autonomie politiche, sociali e personali,
in una attuazione sempre più ambiziosa del principio di sussidiarietà.
Ci impegniamo per la riforma federale della Repubblica e per la nascita
dell'Autogoverno della Toscana.
In tutte le istituzioni desideriamo portare avanti l'ideale dell'elezione
diretta, uninominale, maggioritaria, dei titolari di cariche pubbliche, secondo
la tradizione anglosassone.
Per rendere visibili questi e altri punti del nostro patrimonio di tradizioni e
libertà, vogliamo competere con candidati e programmi che rappresentino e
facciano contare il nostro spirito libertario, alle elezioni
locali, regionali e politiche, partecipando attivamente al cambiamento
istituzionale e statutario in senso federale che è comunque avviato in Italia e
in Toscana.
Per competere abbiamo bisogno di incontrarci con altri, di mescolarci, di
rimetterci in discussione, e di lavorare per potenziare e mettere in rete fra di
loro associazioni locali libere e forti, pluraliste ed aperte,
autofinanziate, capaci di accumulare esperienza e competenza e di far emergere e
lasciar crescere i propri leader naturali. Associazioni che abbiano regole di
appartenenza, di autofinanziamento, di organizzazione tali da renderle
paragonabili alla tradizionale forza e durevolezza del libero associazionismo
toscano.
Diamoci una mano a costruire qualcosa per noi stessi, a lanciare nella vita
pubblica questo nostro patrimonio ideale, a costruire una forma associata che
sia degna della nostra coscienza civile.
Davide Bacarella
Endrio Corrado
Fioravante Scognamiglio
Mauro Vaiani
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