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il cammino verso |
Toscana Insieme | |||||||
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Libertà |
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| mercoledì 8 settembre 2004 | |||||||||
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Toscana, Insieme, |
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Siamo ancora qui, in piedi, con la sola forza del sorriso e del dialogo, con gioia e generosità, con amore. Ci lasciamo ancora una volta stupire dalla bellezza del Settembre toscano, con le sue feste mariane, il capodanno ebraico, le feste del vino, le sagre dei nostri borghi, il calore del nostro ritrovarsi nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle piazze dei nostri paesi. Stiamo di nuovo per dedicare, gratuitamente, energie e risorse personali alla vita civica e alla prossima stagione politica della Toscana. Nel 2005 ci aspetta l'elezione diretta del nostro presidente governatore e il rinnovo del nostro consiglio regionale. Dobbiamo cogliere l'occasione di questa competizione per riaffermare la nostra vocazione sociale, la passione per far bene le cose, i valori di attaccamento, coscienza e onore che ispirano la storia politica di tutti coloro che, partendo da posizioni e storie personali diverse, da anni si impegnano nella stessa direzione: il cambiamento politico della Toscana. Continuiamo a chiedere concretezza e compiutezza delle opere pubbliche che la nostra terra aspetta da decenni. Vogliamo riportare diligenza e zelo nella vita pubblica. Siamo convinti che comuni, province e regione possano fare bene spendendo meno. Siamo certi che la conservazione dei beni culturali e ambientali, la genuinità del cibo, la difesa di antichi mestieri, la preziosità dell'artigianato, la qualità dell'industria, il recupero e l'abbellimento delle nostre città e paesi, sono gli ingredienti del nostro futuro benessere. Valorizzazione dei parchi e delle riserve, energie alternative, riciclaggio dei rifiuti, depurazione e protezione idrica, nuovi trasporti pubblici sono opportunità che per passare dai libri dei sogni alla realtà hanno bisogno di libertà economica, iniziativa privata, agevolazioni fiscali. Vogliamo più occasioni per tutti di essere liberi imprenditori, la cui voglia di lavorare e di arricchirsi sia onorata pubblicamente e protetta da un fisco leggero e da leggi semplici e chiare. Siamo aperti all'immigrazione, ma solo a quella legale, di chi viene nella nostra terra accettando di rispettarne le tradizioni e le leggi. Vogliamo importare nuove energie, idee e competenze, non solo braccia, tantomeno povertà. Crediamo fermamente nell'autonomia e nel pluralismo della scuola, dell'università e della ricerca, che non devono avere padroni, nemmeno lo stato, ma autogoverno, libertà, responsabilità. Crediamo che sia un dovere sociale premiare il merito e la diligenza. Preferiamo garantire ad una selezione di giovani capaci un pieno diritto allo studio, comprensivo di libri, di mense, di alloggio, piuttosto che continuare a erogare poco o nulla, a pioggia. Ciascun borgo della nostra terra deve poter dispiegare la propria capacità di autogoverno, riscoprendo le proprie tradizioni e libertà. Vogliamo che nella nuova repubblica federale italiana, la Toscana sia un esempio di sussidiarietà, con spostamento progressivo ed effettivo di competenze, personale, risorse, al livello più basso possibile. Il popolo toscano deve poter votare direttamente quando lo desidera e decidere direttamente sulle questioni più importanti, specialmente quando la società si trova davanti a problemi fiscali e a questioni di libertà. I Toscani hanno diritto al rapporto più diretto e semplice possibile fra elettori ed eletti. Devono poter eleggere direttamente i responsabili di governo ad ogni livello. Daremo un contributo generoso e responsabile a superare, con forme di primarie aperte a tutti, il problema della scarsa democrazia interna ai partiti e alle coalizioni. Vogliamo nella nostra terra una stampa, una radio e una televisione più liberi, con più imprese in concorrenza fra loro. Vogliamo far sentire in Europa una schietta voce toscana contro gli eccessi degli eurocrati e contro le tentazioni di fare dell'Unione un superstato liberticida, magari in rotta di collisione con gli Stati Uniti d'America. La Toscana deve avere rapporti internazionali privilegiati con il mondo libero, con gli stati di diritto, con tutte le civiltà e le culture che lottano contro vecchi e nuovi totalitarismi, contro vecchi e nuovi terrorismi. Siamo e resteremo ancorati alle radici cristiane, ebraiche e laiche dell'identità e della spiritualità toscana, che sono il fondamento della libertà per tutti. Continueremo e rinnoveremo le tradizioni liberali, il pragmatismo, lo spirito di servizio che, dai riformatori dello stato granducale, ai fondatori del regno unitario, ai padri della prima repubblica, ad oggi, non si sono mai spente ma anzi hanno saputo spesso prevalere sulle fazioni e sul settarismo. L'egemonia del partito-stato è forte. La cappa del conformismo della vecchia sinistra toscana avvolge ancora tutte le generazioni. Persino i più grevi messaggi antioccidentali che giungono dalle sue ali estreme hanno ancora presa sulla nostra gente, in questi anni difficili segnati dal terrorismo internazionale. Il moderno principe della Toscana perpetua il suo potere attraverso una formidabile miscela di propaganda, clientelismo e paternalismo. Chi si è opposto allo strapotere del blocco di potere dominante e dei suoi ristretti circoli dirigenti, ha incontrato, in vari modi e in diverse occasioni, anche nelle recenti amministrative, sconfitte cocenti, specie quando si è opposto da solo, senza il concorso di coalizioni ampie, pluraliste, rappresentative della complessità e della ricchezza della società toscana. Tuttavia abbiamo fiducia nello spirito libertario innato nei Toscani. Il popolo, come l'acqua, oltre un certo limite non si può tenere. Auguriamoci l'irruzione di qualcosa di insperato, di entusiasmante, di nuovo, anzi di antico: l'amore per la madreterra, per le sue tradizioni e libertà. Prepariamoci bene, in attesa del risveglio popolare, creando un clima di dialogo a tutto campo. Raccogliamo in un luogo politico le energie intellettuali e morali oggi ancora disperse o sottoutilizzate. Riuniamo forze, esperienze e culture diverse in una grande coalizione per l'alternativa di governo in Toscana. Facciamo del 2005 non solo il 60° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, ma anche un anno di riscossa contro i 60 anni di continuità del potere comunista e postcomunista. Riuniamo riformatori e ribelli di sinistra, libertari, radicali e liberali, forze civiche e locali, autonomisti storici e nuovi toscanisti, associazioni e club, i partiti politici della Casa delle Libertà, in un comitato elettorale per la TOSCANA, dove stare INSIEME attorno ad un programma minimo di liberalizzazione economica, sociale e culturale, da realizzare nella prossima legislatura regionale. Attraverso un'ampia consultazione scegliamo, fra tutti i nostri leader naturali, un candidato governatore unitario, da contrapporre all'uscente. Sarà la sua persona, per quanto potranno le sue doti di esperienza, intelligenza e carisma, a tenerci uniti e a garantire al nostro popolo un'alternativa credibile. Siamo tutti interessati al successo delle riforme dell'attuale governo nazionale di centrodestra, soprattutto in materia di riforme fiscali, di contenimento della spesa pubblica, di una seria separazione dei poteri e delle risorse fra la repubblica e le regioni, ma dobbiamo fare qualcosa perché il nostro impegno, le nostre parole, TOSCANA e INSIEME, siano percepite come una novità politica locale, autonoma, da valutare indipendentemente dal contesto nazionale. La scena mediatica italiana è sin troppo appiattita su uno scontro destra-sinistra che nella nostra terra non ha senso, quando non è addirittura un imbroglio che permette a chiunque sia al potere, essendo o dicendosi di "sinistra", di conservarlo con facilità, al riparo da ogni critica e da ogni controllo. Mettendo al primo posto la TOSCANA, avendo il coraggio di stare INSIEME in un'alleanza veramente aperta e plurale, usciremo dal silenzio sterile in cui l'opposizione toscana è condannata dal conformismo dominante. Porteremo fin sui giornali e sulle televisioni nazionali e internazionali un valore comunicativo, culturale e spirituale aggiunto: una possibilità di alternanza, di cui ogni comunità democratica ha bisogno; una speranza di libertà; una voglia di fare qualcosa di toscano, da Toscani, per la Toscana.
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a cura di Mauro Vaiani (vaiani@unipi.it ) |
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