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sabato 20 novembre 2004
 

Verso Toscana Insieme
interventi alla conferenza programmatica regionale di Forza Italia

 

La conferenza programmatica regionale di Forza Italia si è aperta oggi a Firenze, al palazzo dei Congressi.

 

Ai lavori di oggi sono stati invitati, grazie all'attenzione e al dialogo aperto con Alberto Magnolfi, dirigente regionale di Forza Italia:

  • Michele Bazzani, capogruppo di Obiettivo Comune, la lista civica e libertaria di Barberino Val D'Elsa,

  • Guido Guastalla, capogruppo di Amare Livorno e già candidato sindaco di tutta la Casa delle Libertà nelle ultime elezioni della sua città,

  • Mauro Vaiani, presidente di Insieme per Prato e coordinatore del gruppo di studio e di collegamento Toscana Libertaria, impegnato nel progetto "Verso Toscana Insieme".

 

Riportiamo, per punti, l'intervento di Mauro Vaiani alla conferenza di Forza Italia e la risposta di Denis Verdini.

 

Mauro Vaiani alla conferenza di Forza Italia

 

Ringrazio dell'occasione che mi avete dato di parlare in questa giornata importante e in questi lavori di così alto livello politico.

 

Sono impegnato ormai da undici anni in una associazione civica e libertaria autonoma e locale, Insieme per Prato.

 

Da tre anni coordino un gruppo di studio e di collegamento che si chiama Toscana Libertaria. Ci manteniamo in contatto con gruppi e associazioni eterogenee, in particolare con associazioni civiche e libertarie, con liste civiche che si staccano dal Centrosinistra, con liste civiche unitarie rappresentative di tutto il Centrodestra che si formano nei borghi e nei piccoli comuni toscani per cercare l'alternanza alla tradizionale egemonia del Centrosinistra, oltre che con gruppi di liberali, socialisti, riformisti, radicali, autonomisti e toscanisti, oltre che con molte altre persone, di animo libero e indipendente, che sono lontane dagli attuali schieramenti e dai partiti nazionali in genere.

 

Il nostro principale progetto si chiama "Verso Toscana Insieme". Stiamo cercando di convincere parti importanti del mondo civico-libertario e dell'associazionismo politico toscano a partecipare alla vita politica toscana abbracciando il maggioritario ed entrando in un contesto politico più ampio.

 

Il maggioritario è il nostro habitat politico. Voglio spiegarvi perché partendo da un episodio personale e recente. Quando il 14 ottobre scorso sono stato cacciato dalla mia Università, a Pisa, assieme al consigliere Cohen dell'Ambasciata di Israele, è stato terribile e ci si siamo sentiti veramente isolati. La notizia è arrivata a Firenze, dove c'è un punto di riferimento forte per l'opposizione. L'intervento di Denis Verdini, che ringrazio, e le dure condanne partite da Forza Italia e dall'opposizione, hanno sicuramente accelerato l'intervento e la condanna del governatore Martini.

 

E' stata poi la condanna di Martini a svegliare il centrosinistra, e la società pisana e livornese, e l'università, realtà in cui la sinistra è egemone. Prima della condanna di Martini, però, c'è stata la reazione forte del partito di opposizione più importante.

 

Prima della contrapposizione virtuosa fra un capo dell'opposizione e il capo del governo, noi che avevamo organizzato la conferenza su Israele a Pisa, che avevamo subito la violenza teppistica di un collettivo di estrema sinistra, eravamo circondati di un silenzio assordante. Le prime persone della sinistra pisana con cui io ho parlato, dopo l'aggressione che avevamo subito, avevano avuto una reazione "debole", dicendoci cose del tipo: "Ma come fate a organizzare una conferenza sul Medio Oriente e a far parlare un Israeliano senza una controparte Palestinese?". Già, come abbiamo fatto? Il riflesso automatico nella nostra sinistra egemone è che Israele, in fondo, non è che un unico grande insediamento occidentale che opprime sterminate masse di proletari arabi... Un intero insediamento da far sloggiare...

 

Sul caso Cohen, a Pisa, l'intervento di un leader toscano come Verdini e l'intervento del leader del centrosinistra toscano, Martini, sono stati gli elementi del sano scontro bipolare, che hanno dato una sveglia a Pisa, a Livorno, alla nostra Università, all'intera società toscana.

 

Senza la contrapposizione bipolare, la sinistra pisana e livornese avrebbe continuato a sottovalutare persino l'aggressione che avevamo subito, in nome di principi che, se non sottoposti al fuoco di fila di una sana critica pubblica, diventano pregiudizi e in definitiva complicità di schieramento... Fra una sinistra egemone e una sinistra estrema a cui si guarda con indulgenza...

 

In questa vostra giornata di lavori, di grande qualità, con la profonda relazione di Alberto Magnolfi e l'intervento sempre di grande apertura del sottosegretario Baldini, sentiamo che aumenta la consonanza fra chi vive nel vostro grande partito e altri che siamo, come voi, minoranza, opposizione, diversità e alterità rispetto alla sinistra egemone. C'è una più chiara capacità di comprendere insieme quanto sia serio vivere sotto una egemonia, quella della nostra sinistra toscana, e quanto sia necessario contrapporre ad essa una forte alternativa.

 

E' il maggioritario che permette nell'ultimo bar dell'ultimo paese toscano di parlare ad alta voce e dire: "Io sono un Toscano diverso. Né rosso, né nero, neppure bianco-rosso.". Senza temere di essere ridicolizzato, ostracizzato, escluso dalle opportunità economiche, sociali, culturali, che sono sotto il controllo dei nostri potenti enti locali e dei loro apparati. E' il maggioritario che permette l'esistenza di una vasta area popolare d'impronta liberale a cui ci si può riferire sempre, per dare un segnale contro il conformismo imperante in una società che da 60 anni è in mano all'egemonia del partito-stato.

 

60 anni di egemonia del partito-stato sono una cosa seria. Un caso nazionale, forse internazionale. Questa Toscana prima tutta nera, poi tutta rossa, poi in mano a una formidabile sinistra allargata a elementi laici e cattolici... Occorre fronteggiare questa pietra d'angolo del conformismo e del declino con uno schieramento adeguatamente preparato e allargato...

 

Lavorando all'Università come amministratore di rete ricevo ogni giorno centinaia di mail. Ne ricevo tantissime che sono scherzi, lazzi, prese in giro di Berlusconi... Non ne ricevo mai nessuna che derida i nostri potenti locali della nostra terra di Toscana... Vi sentite tranquilli voi in una società dove il conformismo è talmente forte da impedire a tanti comici e umoristi di prendere in giro? Dove i comici, gli umoristi, i vignettisti, prendono in giro solo l'avversario lontano e non il potente vicino?

 

Il messaggio del nostro gruppo di studio e di collegamento è questo: facciamo qualcosa noi Toscani, di toscano, per la Toscana, insieme, per frenare questa egemonia e per uscire dal conformismo.

 

Affrontiamo il Centrosinistra egemone con uno spirito aperto, pluralista, inclusivo, tollerante, tanto quanto la sinistra è chiusa, conformista, esclusiva e intollerante.

 

Potrei dirvi di fare qualcosa che somigli alla coalizione democratico-repubblicana con cui Giuliani pose fine al predominio della "machine" democratica a New York. Non c'è bisogno, a dire il vero, di andare così lontano, perché il vostro e nostro Michele Bazzani e la sua lista civica Obiettivo Comune hanno fatto la stessa cosa a Barberino Val d'Elsa negli ultimi 11 anni, riuscendo anche, per 5 anni, ad imporre l'alternanza in una roccaforte rossa.

 

Facciamo qualcosa per la Toscana, insieme. Lasciamo che i leader naturali che sono cresciuti in questi ultimi anni nelle opposizione toscane, soprattutto le esperienze di Arezzo, Grosseto e Lucca, diventino un modello per le prossime battaglie politiche. Un leader naturale, con le sue capacità, con la sua fantasia, con la sua umanità, può guidare una coalizione allargata, una squadra pluralista, una coalizione TOSCANA INSIEME che possa competere con energia contro TOSCANA DEMOCRATICA.

 

Il popolo è sempre più avanti di noi che facciamo politica, che siamo impegnati civilmente e civicamente. Il popolo sente nettamente di essere più sovrano nel maggioritario, perché può scegliere più chiaramente fra delle persone che vinceranno, o perderanno, faranno bene, o faranno male.

 

Toscana Libertaria porta avanti, limpidamente, una linea unitaria, o se volete "entrista". Noi siamo organizzazioni locali e civiche, toscaniste e impegnate per la Toscana. Non vogliamo entrare nella vita dei partiti politici della Casa delle Libertà, ma vivere insieme a loro una stagione creativa e innovativa, che abbia sufficiente forza e simpatia e capacità propositiva, per rappresentare una alternativa possibile.

 

Manteniamo aperto un dialogo con tutti, anche coloro che hanno la tentazione di fare il "Terzo polo", con le liste identitarie, con le più isolate e particolari esperienze. Manteniamo aperto il dialogo con i liberali del gruppo dei 101 a Firenze, o con quella figura intelligente, pragmatica, seria che è Renzo Macelloni.

 

Il nostro dialogo però parte da questa posizione precisa: i ribelli della sinistra, i riformisti, i liberali e radicali, le liste civiche-libertarie, la Casa delle libertà, possono unirsi attorno a un leader naturale, testimone del buongoverno e dell'innovazione, attorno ad un programma minimo di liberalizzazione della società toscana.

 

Insieme, per la Toscana, possiamo fare un'esperienza forte, autonoma, autorevole, che magari non si paralizzi se a Roma qualcosa non va per il suo verso. E' ovvio che auguriamo a questo governo Berlusconi di far arrivare in porto le sue riforme. Ma se anche Roma andasse in crisi, la Toscana deve avere un suo forum politico locale che continui a lavorare.

 

Ci sono divisioni europee e nazionali, che non possono e non devono fermarci, qui in Toscana. L'obiettivo comune di una liberalizzazione della Toscana, la realizzazione dell'alternanza, il rinnovamento dei nostri mastodontici e farraginosi apparati locali, unisce anche chi è euroscettico o eurofanatico, oppure chi si sente più liberale o più sociale.

 

Una divisione fra laici e cattolici, per esempio, in questo contesto locale, non sarebbe significativa, ma fuorviante. Lasciatevelo dire da chi ha personalmente e associativamente una grande esperienza di dialogo fra le tradizioni ebraiche, cristiane e laiche che fanno l'identità della Toscana e il nostro essere Toscani.

 

Neppure la divisione fra destra e sinistra, in questo momento storico, è decisiva. E' chiaro che noi parliamo a un popolo che, nella maggioranza assoluta della sua popolazione adulta, ha votato almeno una volta per il Partito Comunista Italiano. Non vogliamo rendere la Toscana "meno di sinistra", ma semplicemente più libera, e quindi più felice e prospera... E' ovvio che una grande coalizione alternativa al presente regime, include persone di sinistra, di centro e di destra.

 

Vi ringrazio e vi auguro buon lavoro.

 

L'intervento di Denis Verdini, coordinatore regionale di Forza Italia

 

Ringrazio l'amico Vaiani del suo intervento.

 

Sono lieto che proprio dal mondo civico e libertario ci venga il richiamo all'importanza del maggioritario e alla riconoscibilità di una leadership.

 

E' vero che i ceti politici sono su questi temi più indietro dei cittadini.

 

Molte delle tensioni che agitano il mondo politico sono contro il maggioritario e contro le leadership chiare e riconosciute. Gran parte degli interventi del Centrosinistra sono contro Berlusconi come leader.

 

Le tentazioni neocentriste, che rifiutiamo, sono contro la chiarezza del maggioritario.

 

Non a Vaiani, che su questo è stato limpido, ma al mondo liberale e socialista toscano che cerca il "terzo polo" diciamo di non incamminarsi in una iniziativa di corto respiro, ma di accettare la sfida dell'inclusione in una prospettiva di chiara alternanza.

 

Al mondo civico e libertario, dei gruppi locali e indipendenti, mando a dire che per incontrarci e provare a fare qualcosa insieme sono necessarie due sole cose:

 

1. voler porre fine all'egemonia e alla prepotenza;

 

2. essere orientati verso una maggiore libertà economica e sociale della Toscana.

 

Tutti coloro che lasciano il Centrosinistra, dimostrando il coraggio di lasciarsi alle spalle le sicurezze della fedeltà e le ricompense del potere, sappiano di poter trovare in Forza Italia e nella Casa delle libertà asilo e agibilità politica.

 

Troveremo anche il modo di dare visibilità a figure ed esperienze che possano coordinarsi con noi. Nella forza di una squadra non è un consigliere in più o in meno, che fa la differenza. Una componente forte può sacrificarsi per far spazio a una voce in più.

 

Sia che si vada al voto in Toscana nel 2005 con la vecchia, e a maggior ragione con la nuova, legge elettorale, esperienze e identità anche piccole e gracili potrebbero guadagnare visibilità e magari un seggio, stando in coalizione con noi.

 

Siamo pronti su questo a sacrifici, al dialogo, al cambiamento, all'allargamento, nell'interesse della nostra terra, per il potenziamento del pluralismo, per il miglioramento della nostra vita pubblica locale.

 

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a cura di Mauro Vaiani (vaiani@unipi.it )