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martedì 1 marzo 2005
 

In sostegno di
Alberto Magnolfi
candidato di Forza Italia
e di Insieme per Prato
al consiglio regionale
nel collegio di Prato
 

Forza Italia di Prato, in vista delle prossime elezioni regionali, ha dovuto fare una scelta maggioritaria e uninominale. La persona scelta dal partito per competere nel collegio è Alberto Magnolfi. E’ stato difficile scegliere fra tante diverse e ragionevoli aspirazioni. E’ stata fatta una scelta giusta. In una partita difficile che si giocherà sul filo di poche migliaia di voti, i Pratesi hanno l’opportunità di votare per un uomo che conoscono, che ha competenza amministrativa, che conosce la complessità e i problemi della nostra comunità, che ha una visione su come rilanciare le tradizioni e le libertà di Prato.

Come presidente di Insieme per Prato, come coordinatore di Toscana Libertaria, assicuro ad Alberto Magnolfi il nostro sostegno civico e politico.

Sono certo che i Pratesi sapranno apprezzare il ritorno in primo piano di un uomo laico che ama le nostre radici storiche e spirituali, che conosce l’anima di Prato e saprà aiutare la città a ritrovarsi in questi anni difficili.

Nei prossimi anni dobbiamo affrontare la sfida del declino della nostra industria manifatturiera, sapendo che non possiamo certo tutti buttarci sull’agriturismo, o emigrare in Romania, o rincorrere la Cina. Dobbiamo ripensare la burocrazia sanitaria, impedendole di consumare immense risorse per mantenere nient’altro che se stessa. Dobbiamo rimettere mano alla salvaguardia dell’acqua e dell’energia, senza rassegnarsi a vederle diventare sempre più scarse e costose. Dobbiamo ripensare i rapporti fra città e regione, fra la Toscana e l’Italia, fra la repubblica e l’Unione Europea, accettando la sfida di un federalismo compiuto.

La statura politica di Magnolfi la abbiamo appena riscoperta. In poco tempo, dopo il suo recente rientro in politica con Forza Italia, abbiamo avuto la possibilità di vedere, nelle iniziative da lui promosse, contributi tecnici, culturali, politici, di un livello e di una qualità che non vedevamo da anni.

All’inizio degli anni ’90, dopo aver dimostrato di essere un gran lavoratore e un ottimo vicesindaco, Alberto Magnolfi stava per diventare il primo presidente non comunista della Toscana. Nel sistema politico rigido e immutabile dei partiti di allora, non si sarebbe trattato di un cambiamento da poco. Con tutto il rispetto che ogni buon Toscano nutre per la storia del vecchio PCI nella nostra terra, tutti sappiamo che se questi 60 anni di egemonia della stessa organizzazione, che stiamo tuttora vivendo, avessero avuto delle interruzioni e conosciuto l’alternanza, oggi la Toscana avrebbe una sinistra, una destra, una politica, una amministrazione migliori.

Alberto Magnolfi giunse al successo con una cultura politica riformista, con una pragmatica volontà di modernizzazione, con umiltà e capacità di ascolto.

In quegli anni i nostri gruppi verdi-civici volevano spezzare l’eccessivo potere dei partiti sulla cosa pubblica e sulla società. Iniziavamo a coltivare valori conservatori e a cercare le radici delle nostre libertà nel mondo cattolico, nelle tradizioni della massoneria, nella storia degli Ebrei toscani. Assieme a molti amici di quegli anni, da Giannozzo Pucci a Fioravante Scognamiglio, passando per Tommaso Franci e Stefania Ferretti, non avremmo mai votato per Alberto Magnolfi, allora. Tuttavia, quando il PSI nazionale gli tagliò la strada della presidenza della Toscana, preferendo accordarsi con il PCI per far salire il socialista Boselli alla guida dell’Emilia, in cuor nostro invidiammo i nostri cugini di Bologna, per il cambiamento che era toccato a loro, piuttosto che a noi.

Nelle storiche elezioni politiche del 1992, le ultime con la proporzionale e con la novità della preferenza unica, i nostri gruppi votarono per la protesta multicolore della Rete, della Lega, dei Verdi conservatori e arcobaleno, dei Radicali. Tuttavia, quando vedemmo il giovanissimo Nencini, sostenuto da decine di migliaia di socialisti fiorentini, battere il pratese Magnolfi, sentimmo che, in qualche modo, era stata battuta Prato, il suo successo economico, la sua nascente provincia, il suo dinamismo culturale e spirituale.

Fermarono Magnolfi, cavalcando paure, vecchie ruggini e rivalità, nonché sentimenti piuttosto bassi, come l’invidia e la spocchia di una Firenze impiegatizia e impoverita contro la piccola grande Prato con il suo popolo che si era recentemente arricchito, di scarsa cultura ma di grande genio imprenditoriale. Fermarono l’uomo che, evidentemente, a Firenze e a Roma, non era considerato sufficientemente organico e fedele.

Le tempeste giudiziarie e giustizialiste investirono anche Alberto Magnolfi, come tutti gli amministratori più importante, soprattutto se non erano del PCI. Agli occhi di tutti gli osservatori in buona fede, ne è uscito con onore.

Fu allora, dopo il crollo della partitocrazia, che lo incontrammo davvero, noi intellettuali delle tradizioni e delle libertà, dei movimenti, della sinistra ribelle, noi sparuti gruppi liberali e libertari, cominciando a conoscere meglio l'uomo e il politico.

Per oltre dieci anni abbiamo portato avanti la grande e generosa esperienza di Insieme per Prato. In qualche occasione lo abbiamo incontrato e abbiamo discusso su come, in un prossimo futuro, avremmo potuto riconciliare l’esperienza amministrativa e l’audacia culturale, le tradizioni spirituali e la necessaria modernizzazione, l’ammirazione per le giunte del dopoguerra e il desiderio profondo di una democrazia compiuta, dove ci fossero finalmente l’alternanza politica, istituzioni maggioritarie più vicine ai grandi modelli della democrazia anglosassone, la riduzione complessiva del peso dei partiti sullo stato, dello stato sulla società, della società sulla persona umana.

Quel prossimo futuro è arrivato.

C’è da lavorare come e più degli amministratori di una volta. Avevamo bisogno di una figura di grande lavoratore, di un conoscitore profondo della macchina amministrativa, di un combattente contro l’egemonia e il grigiore.

Bentornato Alberto Magnolfi. C’era bisogno di un Pratese come te.

Mauro Vaiani
presidente di Insieme per Prato
coordinatore di Toscana Libertaria
http://www.sp.unipi.it/hp/vaiani
http://www.toscanalibertaria.org 

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a cura di Mauro Vaiani (vaiani@unipi.it )