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Presentazione del libro

Missione Cina

Presentazione del libro:
Missione Cina
di Bernardo Cervellera

Venerdì, 26 Marzo 2004
Ore 21.15


Centro Civico “RASENNA”
Via Ser Lapo Mazzei, 31
Prato

Un incontro sulla libertà religiosa, che è il cuore e la radice di tutte le libertà.
Un incontro sulla Cina, che è diventata parte importante dell’economia occidentale.
Può esserci davvero integrazione e sviluppo comune fra la Cina e l’Occidente, ignorando che la ricchezza e il progresso sono, in Occidente, fondati sul diritto e sulla libertà?

 

MISSIONE CINA Tra mercato e repressione

Conoscere la Cina può sembrare una missione impossibile. Eppure l’Occidente dovrà sempre più fare sempre più i conti con questo immenso paese – un quinto della popolazione mondiale – che sta vivendo una trasformazione radicale nel tentativo di far convivere la tradizione comunista con la logica del capitalismo. Si assiste anche al risveglio rigoglioso di una religiosità spesso perseguitata ma mai del tutto sradicata. L’autore – che ha vissuto a Pechino e insegnato in Cina – offre una “fotografia dal di dentro” dell’Impero Celeste e lascia intravedere i possibili scenari di sviluppo. Un volume a metà tra dossier giornalistico e libro di viaggio che apre una finestra privilegiata sulla Cina, su un mondo tanto lontano e così vicino.

 

BERNARDO CERVELLERA

Bernardo Cervellera, missionario del PIME (Pontificio Istituto Missione Estere) e giornalista, attualmente è responsabile dell’agenzia giornalistica “Asia News”. È stato direttore (1997-2002) di “Fides”, l’agenzia di informazione internazionale del Vaticano, divenuta sotto la sua guida un’autorevole organo giornalistico molto apprezzato dai media mondiali. Dal ’95 al ’97 ha insegnato all’università di Pechino (Beida) come docente di Storia della Civiltà occidentale. Collaboratore del quotidiano cattolico “Avvenire”, è intervenuto come esperto di politica internazionale nelle trasmissioni televisive “Porta a Porta”, “Excalibur”, “Otto e mezzo”.

 

In effetti, come spesso ho avuto occasione di dichiarare, la libertà religiosa costituisce il cuore stesso dei diritti umani. Nel professare la sua religione la persona esprime le sue aspirazioni più profonde e sviluppa ciò che in lui è più intimo: la sua interiorità, il santuario dell’essere che nessuno può infrangere. Così è indispensabile che ciascuno possa seguire la sua coscienza in ogni circostanza e che nessuno lo costringa ad agire contro di lei. D’altra parte, il diritto alla libertà religiosa, oggi riconosciuto dalla maggioranza degli Stati, ‘include quello di manifestare il proprio credo, da soli o con altri, in pubblico o in privato’.
Giovanni Paolo II

 

 






Vorrei costruirmela tutta con le mie mani, pietra su pietra, mattone su mattone, una città come me. [..]
Una città che mi assomigliasse, che fosse il mio ritratto e insieme la mia biografia.
E tutti, appena entrandoci, senitssero che quella città sono io, che quelle strade sono le mie braccia aperte ad accoglier gli amici.
L'intonaco dei muri, le persiane verdi, gli scalini di pietra serena davanti alle porte delle case e delle chiese, i davanzali delle finestre, il Duomo, il Palazzo del Comune, l'ospedale, anzi, lo Spedale, le carceri, i caffè, il camposanto, le bottehe, le fontane, i giardini, vorrei che fossero la parte migliore di me, i lineamenti del viso e del mio spirito, gli elementi fondamentali dell'architettura e della storia della mia vita.
Che m'assomigliasse, e che ciascuno sentisse, vivendoci, di star dentro di me.