Lettera aperta a Mons. Gastone Simoni, Vescovo di Prato

Prato, mercoledì 10 aprile 2002

Caro Vescovo,

abbiamo ho letto ieri su "Il Tirreno" le parole da lei pronunciate in occasione della messa celebrata in Duomo domenica scorsa.

Sentiamo il bisogno di esprimerle sconcerto e preoccupazione dovuti alla sua azzardata "spiegazione" del terrorismo quando parla di ''violenza dei disperati'' e ''dell'ingiustizia patita dal popolo palestinese''.

Se vogliamo che la pace si affermi in medio oriente dobbiamo fermamente condannare la cieca violenza dei kamikaze arabi e difendere il diritto all'esistenza dello stato israeliano.

Non possiamo minimamente concepire questi atti terroristici come risposta, seppur condannabile, ad ''un'ingiustizia patita''.

Non e' la disperazione che spinge questi criminali a seminare quotidianamente terrore in Israele, l'odio alimentato dal fanatismo religioso e dall'estremismo nazionalista, l'odio coltivato nell'ignoranza dalla propaganda antisemita e antisionista a cui sono sottoposti i palestinesi fin dai primi anni di età.

I bambini palestinesi, ancora innocenti, sono usati come scudi umani negli scontri armati, dai loro indottrinati genitori, e poi macabramente esibiti alla stampa internazionale come argomento propagandistico contro gli Israeliani.

Dei giovanissimi uomini e delle giovanissime donne, eccitati dall'odio, incitati al male, scelgono di arruolarsi per il suicidio, si vestono di chiodi e vetri, si imbottiscono di esplosivo, si lasciano morire per uccidere il maggior numero possibile di innocenti.

Gli ultimi eventuali scrupoli che possono impedire all'odio di dare i suoi frutti vengono annegati in un fiume di denaro. Le famiglie e i superstiti di questi assurdi terroristi-suicidi vengono coperte di denaro, proveniente in gran parte da quei domini del terrore e dell'orrore che sono l'Arabia Saudita e la Siria, forse ancora oggi
l'Iran e l'Iraq.

Golda Meier un giorno disse: ''Avremo la pace con gli arabi quando ameranno i loro figli più di quanto odiano noi " 

Nessuna giustificazione quindi è possibile per chi con lucida follia poco prima di farsi saltare in aria su un bus, in un caffe', in un ristorante, registra video nei quali indica gli ebrei come ''figli di maiali e scimmie''.

La disperazione del popolo palestinese e' causata principalmente dall'incapacità, dalla corruzione, dal disprezzo per la vita, dall'estremismo della propria classe dirigente, Yasser Arafat per primo, e
dai paesi arabi che hanno sempre usato cinicamente i palestinesi contro Israele.

Paesi arabi che hanno preferito mantenere i propri 'fratelli' nei campi profughi, invece di accoglierli li hanno barbaramente uccisi, basti ricordare settembre nero.

Infine non si tratta di esprimere al popolo ebraico affetto, si tratta di difendere il diritto agli Israeliani a vivere sicuri e in pace nella loro terra, diritto che gli viene negato dal mondo arabo fin dalla nascita di Israele e che anche qui da noi viene più volte messo in discussione.

Sia fatta pace per gli uomini di buona volontà.


Davide Bacarella
Fioravante Scognamiglio
Mauro Vaiani

Da Il Tirreno - Cronaca di Prato

martedì 9 aprile 2002
Il vescovo interviene sulla Palestina
«E' il terrorismo dei disperati»

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PRATO. «Non dimentichiamoci che c'è anche una violenza dei disperati».
Monsignor Gastone Simoni non giustifica il terrorismo palestinese ma prova a dargli una spiegazione. Nell'omelia della Messa che ha celebrato in Duomo, dedicata alla causa della pace in Terrasanta, il vescovo è tornato a parlare di argomenti a lui cari: la condanna di ogni tipo di violenza a partire dall'aggressione militare israeliana «Pensando al saluto pasquale di
Gesù,"Pace a voi", il nostro pensiero va alla terra dove quelle parole furono pronunciate, così sconvolta dal terrore e dalla violenza» ha detto il vescovo ricollegandosi al messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale della pace (Non c'è pace senza giustizia non c'è giustizia senza perdono, primo gennaio 2002): «Inutile sognare la pace se non si rende giustizia - ha detto Simoni - Così non patiscono ingiustizia soltanto le vittime del terrorismo, ma anche l'intero popolo palestinese. Vero - ha soggiunto il Vescovo di Prato - il popolo palestinese è percorso anche dalla violenza. Ma bisogna ricordarsi che spesso c'è una violenza dei disperati: ciò va detto pur con tutto l'affetto che abbiamo per il popolo ebraico». Mons. Simoni si è augurato che gli israeliani si ricordino di quando i conventi, in tutta Europa, ospitavano migliaia di loro fratelli salvandoli dalla furia nazista; «così come i musulmani - che ora ci sentono vicini - vorremmo che si ricordassero del nostro affetto quando loro fratelli perseguitano i cristiani in tante parti del mondo».